Nick Mulvey – Meet Me There

James Morgan a réalisé le clip du chanteur Nick Mulvey pour sa chanson « Meet Me There ». On y suit un africain sur les belles terres, le désert et reliefs du Yemen. Filmé avec une caméra Red Epic Dragon, le clip est à découvrir dans ses deux versions : l’officielle et le director’s cut.

Director’s Cut Version :

Official Version :

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Sweatshirts Collection for AYR

L’artiste Amy Woodside, basée à New York, a fait une série de visuels qui confrontent peinture abstraite et typographie. Elle a donc imaginé quelques imprimés de sweatshirts pour une collection de la marque de vêtements AYR. Une collaboration colorée à découvrir en images.

AYR’s website.

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Studies Of Australian Feathers

Basé en Australie, à Brisbane, le photographe Jared Fowler voit des espèces d’oiseaux beaux et rares quotidiennement. Il a décidé d’en faire une série qu’il a intitulée « Studies Of Australian Feathers » : cela donne des plumes de toutes formes, de toutes couleurs, dégradées ou bicolores, satinées ou mouchetées.

Crimson Rosella, Platycercus elegans.

Eastern Rosella, Platycerus eximius.

Golden-shouldered Parrot, Psephotus chrycopterygius.

King Parrot, Alisterus scapularis.

Koel, Eudynamys orientalis.

Kori Bustard, Ardeotis kori.

Mulga Parrot, Psephotus varius.

Red-winged Parrot, Aprosmictus erythropterus.

Yellow-tailed Black Cockatoo, Calyptorhynuchus funereus.

Collared Sparrowhawk, Accipiter cirrocephalus.

Helmeted Friarbird, Philemon buceroides.

King Parrot, Alisterus scapularis.

Kori Bustard, Ardeotis kori.

White-faced Heron, Ergetta novaehollandiae.

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4-Golden-shouldered Parrot  Psephotus chrycopterygius
19-White-faced Heron  Ergetta novaehollandiae
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13-Kori Bustard  Ardeotis kori-2
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11-Helmeted Friarbird  Philemon buceroides
10-Collared Sparrowhawk  Accipiter cirrocephalus
9-Yellow-tailed Black Cockatoo  Calyptorhynuchus funereus
8-Red-winged Parrot  Aprosmictus erythropterus
7-Mulga Parrot  Psephotus varius
7-Kori Bustard  Ardeotis kori
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6-Koel  Eudynamys orientalis
5-King Parrot  Alisterus scapularis
3-Eastern Rosella  Platycerus eximius
2-Crimson Rosella  Platycercus elegans
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3D Flowers Printing

L’impression 3D est une des grandes tendances de l’année, elle ne cesse de s’améliorer et créer des produits impressionnants et de plus en plus étonnants. Joshua Harker a travaillé sur une nouvelle technologie d’impression 3D qui repousse les limites de la qualité, et créer des petits bouquets comprenant 10 à 12 pouces de fleurs.

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The Pour Lights by Design Haus Liberty

Dara Huang et Lisa Hinderdael de Design Haus Liberty ont récemment créé « The Pour » : une installation de lumières en forme de chandelier très design qui imite la pluie. Elle est exposée à Tribeca, situé à New York. Une très belle sculpture lumineuse à découvrir en images.

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Iconic World Cup Posters

Le designer Nick Barclay, basé en Australie, a fait une série de posters prints des plus beaux moments de la Coupe du Monde de Football. Très graphiques et minimalistes, les posters ré-interprètent les drapeaux des pays qui ont gagné la Coupe et les joueurs qui ont marqué les buts les plus mémorables.

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Medical Diagram Sculptures Made of Found Objects

Edwige Massart et Xavier Wynn ont fait la série « Heads » dans laquelle ils confrontent sculpture et médecine avec des schémas scientifiques de têtes humaines. Réalisés avec des assortiments d’objets aléatoires, ces sculptures représentent des portraits faits à partir de souvenirs considérés comme des objets trouvés.

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Bridget Riley e la Optical Art

Bridegt Riley è un’artista inglese con una lunga carriera alle spalle, e tutt’ora di successo. La sua è una storia particolare: nacque a Londra nel 1931, figlia di padre tipografo, durante la Seconda Guerra Mondiale e fu costretta a vivere con la sua famiglia nella campagna inglese dove crebbe serenamente. Frequentò diverse scuole e studiò anche al Royal College of Art. Dopo vari lavori illustrativi iniziò a farsi conoscere con uno stile semi-impressionista ma negli anni Cinquanta suo padre subì un incidente d’auto e lei ne fu emotivamente coinvolta. Lentamente riprese a dipingere e dopo esser tornata a Londra a fine decennio nel 1958-1959 utilizzò la tecnica del puntinismo. 

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Ma fu dal 1960, soprattutto grazie al suo viaggio in Italia e in particolare alla visita alla Biennale di Venezia sul Futurismo, che iniziò il suo percorso nell’Op Art. Questa corrente, chiamata per esteso Optical Art, è un’arte astratta visiva nata appunto negli anni Sessanta e sviluppata negli anni Settanta che usa il principio dell’illusione ottica e dell’impressione plastica del movimento. Nasce dall’eredità del Bauhaus e del “De Stilj” e si propone anche di creare nell’utente uno stato di instabilità percettiva, di creare cioè illusioni di movimento attraverso la realizzazione di quadri studiati in modo matematico. 

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Altre caratteristiche del movimento sono la natura geometrica dei quadri e la loro non rappresentatività della realtà; gli elementi usati (quali colori, linee e forme) sono scelti per creare il massimo effetto visivo. La tecnica usata si basa sulla prospettiva e la corretta giustapposizione di colori e cromie; non meno importante è che gli spazi positivi e negativi hanno uguale importanza nella composizione.

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Inizialmente Briget Riley lavorò solo sul contrasto bianco/nero e massimo su scale di grigio, come si vede nella mostra “The Responsive Eye” tenutasi a New York nel 1965. A questo evento partecipò anche Victor Vasarely (l’iniziatore di questa corrente che già nel 1938 dipinge “Zebra”, un quadro che anticipa questo stile di qualche decennio) ed è proprio qui che Bridget iniziò a farsi conoscere, ma solo dal 1967 inizia a indagare la teoria dei colori.
Il movimento si esaurì formalmente nel 1969, anche se dopo questa data Riley continuò i suoi studi in questa direzione: infatti, dopo un viaggio in Egitto negli anni ’80, fu ispirata dai colori dei geroglifici e esplorò il mondo del colore e del contrasto, come si riscontra nei suoi quadri successivi.

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Nataraja 1993 by Bridget Riley born 1931

Manuele Fior da Cesena

Gironzolando in una libreria della mia città mi sono imbattuto in un libro la cui copertina ha immediatamente attirato la mia attenzione. Non conoscevo né il titolo né l’autore, ma il disegno era molto bello così ho iniziato a sfogliare il libro. Prima sorpresa: non era un libro, ma un volume a fumetti dai raffinati disegni in bianco e nero. Seconda sorpresa: l’autore dei disegni e dei testi è di Cesena, come me. Terza sorpresa: Manuele Fior, l’autore, è pure lui architetto, e ha solamente un paio di anni in più. Quarta sorpresa: Manuele Fior è famosissimo; ha vinto la Fauve d’or come miglior album al Festival internazionale di Angoulême (il più famoso festival del fumetto europeo) e ha lavorato come illustratore per La Repubblica, Rolling Stone Magazine, Feltrinelli e Il New Yorker.

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Possibile che un appassionato di fumetti come me (sebbene ora ne legga molto meno di un tempo) non abbia mai sentito parlare prima di un concittadino con cui ho tanto in comune? Evidentemente sì, e anche in tempo di blog, social Network, newsletter, e infiniti passaparola digitali, la buona vecchia copertina continua a fare la differenza, a conferma di quello di cui sono convinto da sempre: un buon progetto, per essere tale, deve essere curato sia nel contenuto sia nella forma.
Superata la sorpresa iniziale, ho comprato il fumetto, l’ho letto in giornata e mi è piaciuto moltissimo, quindi non posso che consigliarvi “L’intervista” l’ultimo romanzo a fumetti di Manuele Fior.
I disegni sono fantastici e, al di là della curiosità per l’autore, sono questi che mi hanno convinto a comprare a scatola chiusa il fumetto. Il bianco e nero è suggestivo, e calza perfettamente a una storia ambientata soprattutto durante le ore notturne, ma quello che mi ha sedotto è la contrapposizione tra l’uso di realistico effetto sfumato per i paesaggi e il tratteggio dei volti dei protagonisti, talmente espressivi da diventare quasi caricaturali.

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Della storia preferisco raccontare il meno possibile, ma il coinvolgimento è assicurato: il soggetto è brillante, i colpi di scena non mancano e tutti i personaggi, anche quelli minori, sono delineati e funzionali al racconto.
Poche volte mi è capitato di scoprire dal nulla un autore di tale qualità ma, in questo caso, il merito è anche della mia curiosa ignoranza.
Dal mio punto di vista è interessante anche l’influenza che gli studi e la professione di architetto (che Fior ha praticato all’estero, avendo lasciato Cesena dopo la laurea) hanno sul disegno delle sue storie. Ne “L’intervista” ci sono alcuni esempi di celebri architetture ricontestualizzate, ma questo argomento è già stato trattato in maniera esaustiva in un articolo del blog Fumettologica.

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Per chi vuole approfondire la genesi di questa storia consiglio, dopo aver letto “L’intervista”, di vedere anche questa video intervista fatta all’autore durante la lavorazione.

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Photographic Paintings by Daniela Carvalho

L’artiste Daniela Carvalho, vivant en Espagne, a voulu rendre un hommage tout particulier à la saison de l’été avec sa série « 39 degrés ». Elle a donc combiné des photographies de vacances, de plages et d’été avec de la peinture à l’huile qui finit et prolonge les images. Un très beau travail entre photographie et peinture.

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